A cipolla e a cucù

Mi fu regalato da mia moglie anni fa. Trovo sia bellissimo, è l’oggettopiù prezioso che ho, sia perché ha un significato che perchéesteticamente non ha eguali tra le cose che possiedo. Ingranaggi e meccanicainfallibile, o quasi, la catenella elegante, il quadrante sobrio protetto daun coperchietto, la cassa d’argento rifinita lievemente. E’stilisticamente meraviglioso ma non lo indosso mai perché è scomodo, hopaura di bagnarlo, di sporcarlo, di scheggiarlo, gli preferisco il piùbanale orologio da polso. Così come il mio orologio trovo sia meravigliosoma finisco per dimenticarlo nel cassetto, così ci dimentichiamo di Dio, delSuo meccanismo quasi-perfetto (quel quasi sono l’aborto, il Darfur, lefavelas di Rio e tanto altro) e della bellezza che ci propone. Ma sappiamosotto sotto che c’è. Ha ragione Marco Barbieri su Il Foglio di mercoledì “Che l’italia siaun paese cattolico lo credono solo i miscredenti. L’Italia è un paeseprotestante, senza chiese protestanti, né etica protestante”. Ha ragione,ma fino ad un certo punto. Sotto sotto cristiano-cattolici lo siamo tutti,non ci sentiamo uguali agli islamici, anche quelli come me che non lo sonosentiamo di esserlo se ci poniamo seriamente la questione. La stessaSvizzera degli orologi a cucù non è cristiano-cattolica fino a quando nonsi pone la domanda.Il Dio cattolico è semplicemente finito nella melassa delle Caritas e deimass-media, occultato da aperitivi e shopping.